recensione del libro: I Cinque Regni di Enthasya - Lo Sciamano Scomparso
Nei cinque regni di Enthasya vivono diverse creature. Questi regni possono coesistere in pace tra loro ad un patto: non superare i confini che li dividono. Gnomi, troll, demoni, creature marine indefinite, ognuno di loro ha l’assoluto divieto di sconfinare. Questo divieto è imposto da regnanti, per la precisione cinque, che regnano e vegliano sulle loro creature. Tutti, nella propria comunità, gestiscono ormai da secoli il loro modo di vivere riuscendo inaspettatamente ad instaurare anche rapporti di fratellanza tra elementi molto differenti.
Questo passaggio mi ha legato da subito ai personaggi del racconto. Fattore importantissimo per la continuazione di un Fantasy. Piccola precisazione personale: a mio avviso, se questo elemento non scatta nelle prime pagine, continuare la lettura diventerà come arrancare in una palude! Riprendiamo.
Cinque maghi uno a difesa di ogni regno. Cosa potrebbe mai accadere se uno o ancor peggio due di questi regnanti dovessero sparire improvvisamente? Da questa angosciante scoperta in poi inizierà una corsa contro il tempo per far sì che i regni più oscuri non arrivino ad impadronirsi di Enthasya. Il tempo è pochissimo. Nushy, Flynn, Ranbel e Quawar, amici e tutti appartenenti a regni differenti, vivranno un’avventura fantastica rimanendo uniti dall’inizio alla fine. Tutto questo non senza incidenti di percorso, colpi di scena e situazioni da fiato sospeso. Non nego che il racconto mi ha strappato anche qualche sorriso. Chi avrà la meglio? Qualcuno di loro cadrà in battaglia o la sorte sarà dalla loro parte?
(Il mio personaggio preferito è Flynn), anche se le grassocce manine di Nushy sono di una dolcezza disarmante.
P.S. Un consiglio: non mangiate ciò che non conoscete… 😉
Quando mi parlano o mi propongono “Fantasy”, quasi sempre mi metto sul chi va là. Mi ricordo che i primi che ho iniziato a leggere, erano proprio come mi immaginavo e come avrei voluto fosse un Fantasy: mappe dettagliate, descrizioni dei personaggi accattivanti e scenari suggestivi. E’ vero, sono quasi sempre volumi enormi, suddivisi molto spesso in saghe (cosa che non amo) ma nel contesto i racconti erano molto soddisfacenti. Negli ultimi anni invece, purtroppo ho riscontrato poca “fantasia” (sembra assurdo ma è così), troppe saghe e TROPPE PAGINE! Tutti questi elementi messi insieme, hanno reso (a mio parere) la situazione sempre più noiosa e pesante. Proprio per questi motivi mi sono presa un periodo relativamente lungo di sospensione dalla lettura di Fantasy.
Ho accettato con entusiasmo la collaborazione con Francesco Sodi prima di tutto per il ragionevole numero di pagine, e perché la trama mi ha inevitabilmente incuriosita. Fortunatamente ci ho visto lungo, ed è stato un piacevolissimo ritorno ad un genere abbandonato ormai da troppo tempo.
Per il mio gusto personale, e questo lo ripeto sempre, PERSONALE, una cosa che mi ha leggermente infastidita, sono stati i nomi: tutti nomi, e non pochi, complicati da ricordare. Mi piace scorrere il testo apprezzando la semplicità di un nome che mi aiuta a ricollegarmi velocemente ad un personaggio. Ma capisco anche che per un fantasy i nomi complicati siano un po’ come un marchio di fabbrica. Comunque ringrazio Francesco Sodi per avermi riavvicinata ad un mondo rimasto nelle mie librerie un po’ troppo ai margini.